Noi diventiamo veramente umani quando tendiamo le braccia e rischiamo e ci fidiamo.  (Leo Buscaglia)

Un antico proverbio dice: “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.  Decisamente contraddittorio: è bene fidarsi, ma è meglio non fidarsi… Allora mi fido o non mi fido? Secondo la mia visione sulla fiducia, lo riformulerei così: Dai piena fiducia, ma confida in te stesso più che in chiunque altro”.

La mancanza di fiducia può avere radici nell’infanzia o essere generata da esperienze passate. Quando una, o più relazioni finiscono male, non portano soltanto dolore e frustrazione per qualcosa che si è interrotto, ma tendono anche ad assottigliare pian piano la nostra riserva di fiducia nei confronti degli altri.

Le aspettative disattese e le delusioni rendono più vulnerabili, insicuri e sospettosi nei confronti di nuove conoscenze, facendoci chiudere in atteggiamenti di difesa e insinuando paura e incertezza in ogni azione e pensiero rivolti all’altro.

Allo stesso modo, per il semplice fatto che tutto è filtrato dai sospetti, con ogni probabilità si attribuiranno all’altro pensieri e intenzioni che sono solo frutto delle nostre paure.

Se manca la fiducia non c’è amore c’è, piuttosto, una pretesa nei confronti dell’altro che deve soddisfare le nostre aspettative: il nostro amore dipende da quello che l’altro ci da e la nostra fiducia è condizionata da come si comporta con noi.

Non si può avere fiducia nell’altro se non ci fidiamo di noi stessi.

La fiducia che si ripone nell’altro è proporzionale a quella che abbiamo in noi stessi. Infatti, se siamo persone aperte, quando si incontra una persona nuova possiamo renderci conto abbastanza in fretta se è una persona affidabile o meno. Possiamo fare le dovute valutazioni e scegliere se continuare oppure no verso una relazione, con la consapevolezza e la fiducia di aver fatto la scelta giusta.

E se scegliamo di continuare, ci fidiamo a prescindere perché lo riteniamo naturale e giusto, fino a prova contraria…

Fidarsi significa assumersi la responsabilità della scelta che abbiamo intrapreso nel vivere l’esperienza con l’altro; vuol dire mettere in conto il fatto che strada facendo si possa rimanere deluse e, nello stesso tempo, darsi la possibilità di vivere in modo propositivo un’esperienza che potrebbe trasformarsi in qualcosa di inaspettato e conquistarci.

La fiducia nella vita di coppia è sempre accompagnata dalla stima.

La maggior parte delle persone associano la fiducia alla fedeltà, sono moltissime le coppie che litigano per gelosia o per una sostanziale mancanza di fiducia nel partner.

In realtà, a voler ben vedere, la fiducia si fonda e si costruisce su molti più piani e, sostanzialmente, si basa sui comportamenti che un individuo mette in atto in ogni sfera della sua vita, oltre che in quella di coppia.

Per esempio, riconoscere nella persona amata qualità come, trasparenza e onesta; la volontà di non offendere o fare male intenzionalmente; sincerità e capacità di discernimento, o altro ancora…

È sui valori di una persona che, fondamentalmente, si ripone la fiducia. 

Prova a immaginare…

Hai la certezza che il tuo compagno ti sia fedele, però è una persona che facilmente non mantiene i suoi propositi; a volte mente (anche su piccole cose) per non dover dare spiegazioni; giudica spesso le persone in modo squalificante; è distratto nei confronti altrui, te compresa; non tiene molto in considerazione i tuoi bisogni e le tue necessità e… la lista potrebbe continuare, ma era giusto per darti un’idea.

Personalmente, penso che un tradimento (che non sia ovviamente un’abitudine) si possa (anche se con una certa difficoltà) perdonare, se la relazione di coppia si fonda sulla lealtà e sulla stima reciproca. Mentre riterrei assolutamente impossibile convivere con una persona egoista e irrispettosa.

Allo stesso tempo, penso che se uno dei due partner ha la tendenza ad essere infedele, vuol dire che la relazione non è sana e che, sia da una parte che dall’altra, mancano le basi perché questa possa crescere o trasformarsi in qualcosa di costruttivo.

La fiducia si da e non ha condizioni.

Questo non significa accettare incondizionatamente i comportamenti dell’altro. Significa che non possiamo obbligare l’altro ad essere come noi vogliamo. Significa accettare che l’altro sia quello che vuole essere.

E, a nostra volta, non siamo obbligati a subire ciò che l’altro vuole essere. Ricorda: siamo gli unici responsabili delle nostre decisioni e abbiamo la facoltà di scegliere.

Le cose che non possono essere cambiate vanno accettate (quando possibile) o abbandonate.

Questo accresce la nostra autostima. Ci da dignità.