Avere gusti e interessi in comune, per una coppia può essere importante, ma è sufficiente per sentirsi “insieme”?  

Quando si parla di comunicazione, spesso e volentieri si pensa al marketing o ai media.

Certo, dal momento che siamo giornalmente invasi da ogni tipo di comunicazione da parte di televisione, giornali, cartelloni pubblicitari e quant’altro, questa associazione è più che comprensibile…

Lo è un po meno, però, se riflettiamo sul fatto che la comunicazione veramente utile agli esseri umani, è quella con i suoi simili.

Eppure,  ci è molto più familiare l’altra.

Questo la dice lunga su quanto la comunicazione sia lontana dalla quotidianità e dall’essere considerata un mezzo per avvicinarsi agli altri.

Quando parlo di comunicazione non mi riferisco al semplice parlare con qualcuno, scambiare opinioni ecc. La comunicazione è apertura verso l’altro, è qualcosa che parte da dentro con l’intenzione e il desiderio di creare connessione con l’altro per comprendere e farsi comprendere.

I conflitti per incomprensione di coppia o sul posto di lavoro sono quelli più comuni, perché?  Perché toccano due sfere essenziali della vita come, l’amore e la stabilità. 

 Ma se vogliamo mettere a confronto questi due pilastri, in termini di stress emotivo e frustrazione, l’amore è al primo posto. Pensaci bene… se hai accanto una persona con cui stai bene, che ti supporta, ti stima e ti ama, beh… i problemi di lavoro passano in secondo piano: niente è più potente e curativo dell’amore.

Ma…come si crea una relazione di amore, stima, fiducia e supporto reciproco?

La coppia non evolve se non è disposta ad accogliere le differenze dell’altro

La paura delle differenze genera i conflitti. Di fatto, se la diversità tra noi e il nostro partner non ci facesse paura la affronteremmo serenamente…

Spesso, invece, ci si sente traditi nelle aspettative e si prova rancore verso l’altro perché ci sembra cambiato. In realtà succede che una volta sbollita la passione se non entrano in campo altre qualità a sostegno della coppia, si incomincia a dare l’altro per scontato: il tempo passato insieme è noioso, i dialoghi assomigliano a comunicati stampa, si evita di mettere sul piatto le proprie insoddisfazioni “tanto è inutile…” e se lo facciamo si finisce per litigare perché vogliamo che l’altro cambi qualcosa a nostro favore. Qualunque cosa essa sia.

Il partner non deve essere il nostro clone. Certo, ci devono essere delle affinità, ma queste non dovrebbero riguardare soltanto i gusti in comune. Entrambi i partner dovrebbero possedere quelle qualità che permettano loro di costruire un rapporto basato sulla reciprocità e l’accettazione.

Il nostro partner in quanto individuo a sé, ha bisogni e desideri che possono non collimare con i nostri ma che vanno rispettati, esattamente come devono esserlo i nostri, nell’ottica di mantenere una apertura reciproca in cui possano fluire ed essere accolti.

Una comunicazione sana e rispettosa è indispensabile al buon andamento della coppia

Imparare a comunicare è possibile, ma è necessario comprendere i meccanismi che ci sono alla base della NON comunicazione.

Vediamo insieme alcuni punti.

Dire no, ricevere un no:

Quante volte davanti a una richiesta vorremmo dire no e invece diciamo di si…?

In qualità di persone gentili rischiamo di essere in balia di questi atteggiamenti accondiscendendo alle aspettative dell’altro e, di fatto, rinunciando a noi stessi.

Dire no, non è necessariamente un rifiuto.

Partiamo dal presupposto che quando diciamo un no a qualcuno stiamo dicendo un si a noi stessi.

Non si tratta di egoismo ma di accogliere i nostri bisogni e sentirci liberi di poterli onorare ed esprimere con fiducia.  Quindi, se per una qualsiasi ragione (che non sia la ripicca!) non sentiamo il desiderio di dire un si, possiamo comunicare con chiarezza e garbo le nostre ragioni.

Quando ci apriamo alla comunicazione con sincerità e empatia quello che ne viene fuori non può essere frainteso o non accettato, anzi, promuove la comprensione e quel senso di fiducia reciproco che può essere alimentato solo dalla verità.

Mostrare rispetto e considerazione per l’altro senza rinunciare a sé stessi:

“Libertà di essere sé stessi”. Quante volte lo abbiamo sentito dire?

Libertà non è seguire l’impulso di fare tutto ciò di cui si ha voglia, è più una condizione interiore che una manifestazione esteriore, è qualcosa che tende al benessere nel rispetto di ciò che siamo.

Se siamo innamorati, questo non può prescindere dal benessere dell’altro, perché se c’è un conflitto (come detto sopra) entrano in gioco le sacrosante differenze e allora c’è bisogno di ascolto e comprensione reciproca al fine di raggiungere un accordo per rendere giustizia ai propri e altrui bisogni.

Per me, la parola “libertà” esprime il concetto di rispetto per la propria autonomia, opinioni, scelte, e se davvero lo possiedi non puoi che amarlo anche nell’altro.

Senso di colpa e dovere VS responsabilità e amore:

Senso di colpa e dovere. Non è facile prendere coscienza delle trappole di questi concetti perché si celano entrambi dietro alle buone intenzioni, intrappolando la spontaneità e lo slancio, invece di promuoverlo.

È capitato a tutti, penso, di sentirsi dire: “mi sento solo/a quando non ci sei…” e di pensare: quindi perché lui/lei non si senta solo/a devo smettere di uscire il giovedì sera… “Mi sento triste quando ti comporti così…” dunque perché lui/lei non si senta triste devo fare in altro modo…

Qualcuno arriva anche ad affermare: “non posso vivere senza di te!”

Seppure si possano interpretare come manifestazioni d’amore, affermazioni di questo tipo possono farci sentire in trappola. Perché? Perché fanno leva sul senso di colpa e sul dover cambiare qualcosa perché l’altro/a si senta amato/a.

Devo smettere, devo fare, devo, devo, devo…

Aiutoooo!!! Quanta responsabilità viene attribuita all’altro/a…!?

Fosse per me, cancellerei la parola dovere dal vocabolario!

La responsabilità è qualcosa che nessuno può imporre, emerge spontaneamente come espressione libera di ciò che riteniamo giusto fare.

Sensi di colpa e dovere, sono l’antitesi della reciprocità, della condivisione e di una comunicazione costruttiva di coppia che implica fiducia e rispetto per i sentimenti e i bisogni dell’altro.